29/06/2007

DOLORE

 

AD UN CERTO PUNTO CON GRANDE

SOLLIEVO GLI SI STACCO' LA TESTA

CHE ROTOLO' LONTANO ....

FU GRATO A DIO

 IL TERRIBILE

MAL DI TESTA ERA PASSATO....

postato da GIALIO alle ore 29/06/2007 09:50 | link | commenti (3)
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28/06/2007

 

 

 

 

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.

postato da GIALIO alle ore 28/06/2007 11:22 | link | commenti (2)
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26/06/2007

UNA TRAGEDIA CHE COLPI' LA MIA CITTA'

Si delineano nuovi sconcertanti scenari per la tragedia del Moby Prince, il traghetto sulla rotta Livorno-0lbia che appena uscito dal porto alle 22:27 del 10 aprile 1990, entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, provocando la morte di 140 persone bruciate vive perché rimaste per un'ora senza il minimo soccorso.
Il legale di parte civile, l'avvocato Carlo Palermo, ex magistrato (nel 1985 sfuggi a Trapani ad un attentato mafioso in cui una donna ed i suoi due bambini persero però la vita) avrebbe scoperto prove mai esaminate nel corso delle numerose inchieste che si sono succedute negli anni attorno alla vicenda che, per il muro di omertà che la circonda ed i suoi risvolti internazionali, è stata definita “'Ustica del mare".

Secondo il legale, che difende gli interessi di una parte dei familiari delle vittime, ben sette navi militari americane più una francese quella notte, poco dopo le 22, stavano trasportando ingenti quantità di materiale bellico, compreso esplosivo, proveniente dalla base americana di Camp Derby. Un trasporto da considerarsi eccezionale, data la pericolosità del materiale imbarcato, un'operazione segreta che non risulta autorizzata dalla prefettura di Livorno, come prevedono la legge italiana e le norme sulla sicurezza portuale, e da considerarsi quindi assolutamente illegale.

La Moby Prince , una nave di 6187 tonnellate, lunga 130 metri e larga 20, capace di trasportare 1.490 passeggeri e 360 veicoli - di proprietà della Navarma, compagnia di navigazione dell'armatore napoletano Vincenzo Onorato si sarebbe trovata a percorrere la sua rotta abituale sulla quale incrociavano però imbarcazioni militari che procedevano senza copertura radar, come se fossero navi fantasma. Un intralcio alla navigazione della nave civile che sarebbe così finita contro la petroliera italiana.

Ecco spiegato perché le autorità americane si sono sempre rifiutate di consegnare ai magistrati livornesi le foto satellitari rilevate quella notte. Ed ecco perché, con ogni probabilità, i soccorsi furono scientemente ritardati, proprio per dar modo alle navi della morte di lasciare la scena della tragedia.
Una tragedia che a questo punto assumerebbe davvero i contorni della strage. E che solleva nuovi pesanti interrogativi sulla funzione della base americana di Camp Derby, sul suo ruolo strategico e sul contenuto dei suoi depositi.

Se la scoperta dell'avvocato Palermo sarà accettata e verificata dalla magistratura livornese, un passo avanti potrà essere compiuto sulla strada della ricerca della verità del più grande disastro navale mai avvenuto in acque italiane negli ultimi 100 anni.
Dal canto suo, dopo anni di inerzia e di inchieste sbagliate (per trovare le cause della sciagura si parlò di un banco improvviso di nebbia, ma anche di disattenzione del comandante della Moby Prince, un ufficiale esperto come Ugo Chessa), la procura di Livorno sembra essersi svegliata dal letargo investigativo, acquisendo tutta l'attività informativa del Sisde, il servizio segreto civile.

Resta da chiedersi perché, per un atto così semplice, siano dovuti trascorrere ben 17 anni.

postato da GIALIO alle ore 26/06/2007 08:44 | link | commenti (3)
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25/06/2007

TROPPO SOLE..FARNETICAZIONI

CONSIGLI PER L'USO

CI SI PUO' DISPORRE IN CERCHIO SULLA SPIAGGIA

UNA O DUE CHITARRE E  CANTARE IN LOOP

ANCHE PER UNA SETTIMANA.........

Le bionde trecce,
gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse
e l'innocenza sulle gote tue
due arance ancor più rosse
e la cantina buia dove noi
respiravamo piano
e le tue corse,l'eco dei tuoi no,oh no
mi stai facendo paura.
Dove sei stata
cosa hai fatto mai?
Una donna,donna
dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Ma quante braccia
ti hanno stretto,tu lo sai
per diventar quel che sei
che importa tanto tu non me lo dirai,
purtroppo.
Ma ti ricordi l'acqua verde e noi
le rocce,bianco e il fondo
di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo.
O mare nero,o mare nero,o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me.
O mare nero,o mare nero,o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me.
Le biciclette abbandonate sopra
il prato e poi
noi due distesi all'ombra
un fiore in bocca può servire ,sai
più allegro tutto sembra
e d'improvviso quel silenzio fra noi
e quel tuo sguardo strano
ti cade il fiore dalla bocca e poi
oh no,ferma,ti prego la mano.
Dove sei stata
cos'hai fatto mai?
Una donna ,donna
donna,dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Io non conosco quel sorriso sicuro che hai
non so chi sei,non so più chi sei
mi fai paura oramai,
purtroppo.
Ma ti ricordi le onde grandi e noi
gli spruzzi e le tue risa
cos'è rimasto in fondo agli occhi tuoi
la fiamma è spenta o è accesa?
O mare nero,o mare nero,o mare ne...
Il sole quando sorge,sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
le ombre dei fantasmi della notte
sono alberi e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna ancora
pieni d'amore
.

postato da GIALIO alle ore 25/06/2007 09:06 | link | commenti (3)
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21/06/2007

Discorso del Cacique Guaicaipuro Cuatémoc a Barcellona alla riunione dei capi di stato della comunità europea

Native Spirit

Cosi' sono qua, io, Guaicaipuro Cuautemoc, sono venuto a incontrare i partecipanti a questo incontro.
Cosi' sono qua, io, discendente di coloro che popolarono l'America quarantamila anni fa, sono venuto a trovare coloro che la trovarono cinquecento anni fa.
Cosi' ci troviamo tutti: sappiamo chi siamo, ed e' gia' abbastanza. Non abbiamo bisogno di altro.
Il fratello doganiere europeo mi chiede carta scritta con visto per scoprire coloro che mi scoprirono.
Il fratello usuraio europeo mi chiede di pagare un debito contratto da traditori che non ho mai autorizzato a vendermi.
Il fratello leguleio europeo mi spiega che ogni debito si paga con gli interessi, anche fosse vendendo esseri umani e paesi interi senza chiedere il loro consenso.
Questo è quello che sto scoprendo.

Anch'io posso pretendere pagamenti.
Anch'io posso reclamare interessi.
Fa fede l'Archivio delle Indie.
Foglio dopo foglio, ricevuta dopo ricevuta, firma dopo firma, risulta che solamente tra il 1503 ed il 1660 sono arrivati a San Lucar de Barrameda 185mila chili di oro e 16 milioni di chili d'argento provenienti dall'America.
Saccheggio? Non ci penso nemmeno!! Perché pensare che i fratelli cristiani disobbediscano al loro settimo comandamento?
Spoliazione? Tanatzin mi guardi dall'immaginare che gli europei, come Caino, uccidano e poi neghino il sangue del fratello!
Genocidio? Sarebbe dar credito a calunniatori come Bartolomeo della Casa che considerarono quella scoperta come la distruzione delle Indie, o ad oltraggiosi come il dottor Arturo Pietri che sostiene che lo sviluppo del capitalismo e dell'attuale civiltà europea sia dovuto all'inondazione di metalli preziosi!

No! Questi 185mila chili di oro e 16 milioni di chili d'argento devono essere considerati come il primo di vari prestiti amichevoli dell'America per lo sviluppo dell'Europa.
Pensare il contrario vorrebbe dire supporre crimini di guerra, il che darebbe diritto non solo a chiedere la restituzione immediata ma anche l'indennizzo per danni e truffa.

Io, Guaicaipuro Cuautemoc, preferisco credere alla meno offensiva delle ipotesi.
Una così favolosa esportazione di capitali non fu altro che l'inizio del piano Marshalltezuma teso a garantire la ricostruzione della barbara Europa, rovinata dalle sue deplorabili guerre contro i culti musulmani, difensori dell'algebra, della poligamia, dell'igiene quotidiana e di altre superiori conquiste della civiltà.

Per questo, avvicinandosi il Quinto Centenario del Prestito, possiamo chiederci: i fratelli europei hanno fatto un uso razionale, responsabile, o perlomeno produttivo delle risorse così generosamente anticipate dal Fondo Indoamericano Internazionale?
Ci rincresce dover dire di no.
Dal punto di vista strategico le dilapidarono nelle battaglie di Lepanto, nelle armate invincibili, nei terzi Reich ed in altre forme di reciproco sterminio, per finire poi occupati dalle truppe yankee della Nato, come Panama (ma senza canale).
Dal punto di vista finanziario sono stati incapaci - dopo una moratoria di 500 anni - sia di restituire capitale ed interessi che di rendersi indipendenti dalle rendite liquide, dalle materie prime e dall'energia a basso costo che gli esporta il Terzo Mondo.

Questo deplorevole quadro conferma l'affermazione di Milton Friedman secondo il quale un'economia assistita non potrà mai funzionare e ci obbliga a chiedere - per il loro stesso bene - la restituzione del capitale e degli interessi che abbiamo così generosamente aspettato a richiedere per tutti questi secoli.

Detto questo, vorremmo precisare che non ci abbasseremo a chiedere ai fratelli europei quei vili e sanguinari tassi d'interesse variabile del 20 fino al 30% che i fratelli europei chiedono ai paesi del Terzo Mondo. Ci limiteremo a esigere la restituzione dei materiali preziosi prestati, piu' il modico interesse fisso del 10% annuale accumulato negli ultimi trecento anni, condonando quindi gli altri 200.
Su questa base, applicando la formula europea dell'interesse composto, informiamo gli scopritori che ci devono, come primo pagamento del loro debito, soltanto 185mila chili di oro e 16 milioni di chili d'argento ambedue elevati alla potenza di trecento.
Come dire, un numero per la cui espressione sarebbero necessarie piu' di trecento cifre, e il cui peso supera ampiamente quello della terra.
Com'è pesante questa mole d'oro e d'argento! Quanto peserebbe calcolata in sangue? Addurre che l'Europa in mezzo millennio non ha saputo generare ricchezze sufficienti a cancellare questo modico interesse sarebbe come ammettere il suo assoluto disastro finanziario e/o la demenziale irrazionalità delle basi del capitalismo.

Tuttavia queste questioni metafisiche non affliggono noi indioamericani. Però chiediamo la firma immediata di una carta d'intenti che disciplini i popoli debitori del vecchio continente e li obblighi a far fede al loro impegno tramite un'immediata privatizzazione o riconversione dell'Europa perché ci venga consegnata per intero come primo pagamento di questo debito storico.

Dicono i pessimisti del Vecchio Mondo che la loro civiltà versa in una bancarotta tale che gli impedisce di tener fede ai loro impegni finanziari o morali.
In tal caso ci accontenteremo che ci paghino dandoci la pallottola con cui uccisero il poeta.
Ma non potranno.
Perché quella pallottola è il cuore dell'Europa.

Guaicaipuro Cuautemoc

postato da GIALIO alle ore 21/06/2007 11:31 | link | commenti (1)
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20/06/2007

INGANNI

Deutsche Press-Agentur 
 Heiligendamm (Germania), 7 giu. - Gli uomini della sicurezza americana hanno messo alla prova i controlli attorno al vertice del G8. Secondo quanto riferito da fonti tedesche, alcuni agenti Usa in borghese hanno tentato di introdurre dell’eplosivo al plastico C4 da un varco di accesso all’area di Heiligendamm. L’esplosivo, nascosto in una valigetta a bordo di un’auto, e’ stato localizzato dai macchinari e a quel punto gli uomini della security americana si sono qualificati 

                             

Giovedì 7 giugno 2007 la Deutsche Press-Agentur e l'Agenzia Giornalistica Italia hanno riportato che la polizia tedesca aveva sorpreso degli uomini dei servizi di sicurezza americani che cercavano di portare di nascosto ("mettere alla prova i controlli", secondo loro) esplosivo al plastico C4 oltre un checkpoint a Heiligendamm dove aveva luogo il G8. Dopo che i congegni di analisi hanno individuato la valigetta contenente l'esplosivo, hanno precisato le agenzie, gli agenti USA, vestiti in abiti civili, sono stati immediatamente identificati. La polizia tedesca si è rifiutata di commentare il fatto. 
E' sempre così, dal momento che l'unica eccezione si verificò quando, il 19 settembre 2005, militari delle forze speciali britanniche, SAS, erano stati scoperti mentre, travestiti da arabi, stavano cercando di piazzare un'autobomba nel mercato di Bassora, in Iraq. E' comunque la prima volta che delle agenzie di stampa occidentali riportano il fallimento di una operazione camuffata ("operazione false flag") in Europa.

Il 7 luglio 2005, all'epoca dell'apertura del summit del G8 in Gran Bretagna, un attentato a Londra provocò 56 morti e più di 700 feriti. L'agenda del summit venne modificata, i principali argomenti furono abbandonati per discutere della lotta contro il terrorismo internazionale. Come illustrato da molti, i terroristi avevano introdotto gli esplosivi (C4 secondo il capo dell'antiterrorismo francese) nello stesso identico modo, cioè sotto la copertura di una esercitazione antiterrorismo.
D'altra parte, la polizia tedesca identifica la protesta ed il dissenso con il terrorismo poiché, il 13 giugno, appena quattro giorni dopo la fine del G8, ha condotto nuove incursioni contro 11 immobili sedi di organizzazioni di sinistra ed anarchiche ad Amburgo e nello Schleswig-Holstein per il "sospetto di terrorismo".

postato da GIALIO alle ore 20/06/2007 08:47 | link | commenti (1)
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19/06/2007

TERAPIA RIPETUTA

 

 

 

postato da GIALIO alle ore 19/06/2007 11:21 | link | commenti (3)
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18/06/2007

IL VIAGGIO


<B>Lampedusa, naufragio di clandestini<br>ripescati 11 corpi, se ne cercano ancora 3</B>
 
CI DICONO DI PRENDERE IL MARE
CI DICONO DI PAGARE
CI DICONO DI PREGARE
 
DIO MI MANCANO LE FORZE
I POLMONI SI GONFIANO
SONO GIA' DI LA'.....(GIALIO)
postato da GIALIO alle ore 18/06/2007 11:56 | link | commenti (2)
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